27/11/2008 Nicolas Schöffer
Nato il 6 settembre 1912 in Kalocsa (Ungheria), ha vissuto a Parigi dal 1936, divenne francese nel 1948 e morì nel suo atelier di Montmartre, Villa des Arts,...»
19/11/2004
(Amsterdam 1508-75). Figlio di un cardatore (firmava spesso con un tridente, forma semplificata del pettine per cardare), soprannominato Lange Pier (Pietro il lungo) per la sua statura; secondo Van...»
PREVIATI GAETANO LA CREAZIONE DELLA LUCE, 1913
Olio su tela, 199x215 cm
Previati Gaetano
PREVIATI GAETANO IL GIORNO SVEGLIA LA NOTTE
1905, olio su tela, cm.180x210, Museo Revoltella, Trieste.
Previati Gaetano
PREVIATI GAETANO LA DANZA DELLE ORE
Previati Gaetano
PREVIATI GAETANO FUMATRICI DI HASCICH
Previati Gaetano
PREVIATI GAETANO ROMEO E GIULIETTA
(Ferrara 1852-Lavagna 1920).
Del periodo giovanile sono alcuni dipinti di chiara impostazione accademica come Gli ostaggi di Crema
Previati ostaggi di Crema , eseguito durante gli anni di studio all'Accademia di Brera a Milano e che gli valse il premio Canonica nel 1879.
Le prime esperienze divisioniste, sull'uso cioè del colore a stesure filamentose monocrome, si delineano fin dal 1890-91, epoca in cui l'artista servendosi di questa tecnica (in parte teorizzata da V. Grubicy e in parte derivata da suggerimenti della Scapigliatura lombarda) dipinse una Maternità (Novara, Banca Popolare) che, esposta alla Triennale di Milano (1891), suscitò vivaci polemiche. L'opera appare tuttavia di qualità inferiore ad altre pitture coeve di più immediata ispirazione dove il tema del paesaggio (Nel prato, 1890, Firenze, Galleria d'Arte Moderna) è risolto in uno squisito decorativismo di sapore già floreale. Particolarmente vicine al gusto del tempo sono le opere eseguite nell'ultimo decennio dell'Ottocento, nelle quali P. adatta al simbolismo la tecnica divisionista, utilizzata con buoni effetti luministici, per dar vita all'episodica storica (Re Sole, Milano, Galleria d'Arte Moderna). Nelle opere eseguite dall'artista dopo il 1900 appare un più approfondito convincimento dei mezzi tecnici della poetica del divisionismo (Trittico del Giorno, 1907, Milano, Camera di Commercio; La caduta degli angeli, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), la cui validità fu sostenuta dal P. anche con saggi teorici (I principi scientifici del divisionismo, 1906). Una delle ultime opere, il Traforo delle Alpi (1916), rivela l'interesse dell'artista per i nuovi spunti tematici offerti dalla civiltà della macchina.
Previati, Gaetano (Ferrara 1852 - Lavagna (Genova) 1920). Di estrazione piccolo borghese, studia presso la Scuola di belle arti di Ferrara, dove è allievo di Gerolamo Domenichini e di Giovanni Pagliarini. Chiamato sotto le armi a Livorno tra il 1873 e il 1876, si sposta l’anno successivo a Firenze e frequenta saltuariamente lo studio di Amos Cassioli. Nel 1877 si trasferisce a Milano per iscriversi all’Accademia di Brera, diviene allievo di Giuseppe Bertini e ne frequenta il corso di pittura fino al 1880. Gli esordi sono segnati da una pittura legata al romanticismo storico, di cui è esempio il dipinto Gli ostaggi di Crema (Firenze, Pitti), con cui vince il concorso Canonica. Spunti tratti dalla letteratura romantica e dall’opera lirica ispirano il Valentino a Capua, esposto a Torino nel 1880, il Tirem innanz del 1886 (distrutto nel corso della secondaguerra mondiale) e il Paolo e Francesca del 1887 (Bergamo, Accademia Carrara). Il fascino esercitato sulla sua pittura dalle opere di Domenico Morelli e Tranquillo Cremona si riflette nell’Ecce homo (1878-79) e in Dolor Materno (1881). Il superamento delle esperienze neoromantiche si accompagna ai primi contatti con l’ambiente scapigliato e soprattutto all’amicizia con Luigi Conconi. Tali stimoli si riflettono nella scelta di nuovi filoni tematici di cui sono esempio le Fumatrici d’oppio (1887: Piacenza, gam), in cui il gusto orientaleggiante si coniuga con precoci suggestioni decadenti. La sintonia di P con una cultura volta all’indagine della dimensione notturna, del sogno e del mistero, è attestata dalla sua precoce conoscenza di un testo chiave in quest’ambito, i Racconti di Edgar Poe, che egli illustra tra il 1887 e il 1890. Nel 1889 aveva conosciuto Vittore Grubicy che lo introduce nell’ambiente divisionista e in quegli anni stringe amicizia con Giovanni Segantini. Subisce il fascino del pre-raffaellismo, in particolare delle opere diDante Gabiele Rossetti. Esordisce alla Triennale di Brera del 1891 con la discussa Maternità (Novara, Banca Popolare di Novara), opera con cui P formula una proposta molto originale e innovativa circa gli sviluppi del tema sacro in ambito simbolista. Eseguito con tecnica divisionista, il dipinto accentua il carattere spirituale del soggetto, dissolvendone la forma, attraverso lunghi filamenti colorati e luminosi. Incompresa a Milano, la tela gli vale l’invito a Parigi al Salon della Rosa-Croce nel 1892, esperienza che lo pone a confronto con il clima ricco di apporti stimolanti e contraddittori del simbolismo europeo. Tramite V. Grubicy, P risulta in contatto anche con la cultura inglese e in particolare con le teorie estetiche di Ruskin, la cui eco ispira numerose composizioni a partire da I funerali di una vergine del 1895, esposta in quello stesso anno alla Biennale di Venezia (coll. priv.). Della sua vasta attività grafica è indicativa l’illustrazione dei Promessi Sposi, impresa di grande impegno avviata nel 1891, ma divenuta ufficiale solo nel 1896, data in cui l’artista vince il concorso nazionale per la nuova edizione Hoepli dell’opera. Le difficoltà economiche che segnano questi anni vengono in parte risolte dal contratto stipulato con V. Grubicy nel 1898. In questo periodo iniziano i primi soggiorni in Liguria, a Lavagna, in coincidenza dei quali la sua tavolozza si arricchisce di nuovi accordi cromatici. Appartengono a questi anni La danza delle Ore (1899), allegoria del tempo e dello spazio infinito, e gli studi per le Stazioni della Via Crucis (1898-1900). Una consistente presenza di sue opere alla Most ra di Arte Sacra di Lodi nel 1901, ne accresce la notorietà come autore di soggetti sacri. Alberto Grubicy ne sollecita la partecipazione alle principali manifestazioni artistiche europee: nel 1902 alla Secessione di Berlino e alla Collettiva al Palazzo delle belle arti di Milano, nel 1905 alla Quadriennale di Monaco dove viene premiato con medaglia d’oro. Alla Biennale veneziana del 1907 realizza con altri artisti l’ambizioso progetto della «Sala del Sogno» e, in quello stesso anno, partecipa alla mostra divisionista organizzata da A. Grubicy a Parigi. Nel frattempo esegue rappresentazioni simboliche e allegoriche, quali L’Eroica (trittico, 1907: Roma, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra) e La Notte, Il carro del sole, Il Giorno (trittico, 1907: Milano, Camera di Commercio). Il suo accordo con V.Grubicy, scaduto nel 1908, viene rinnovato nel 1911 e aquesto periodo appartengono La caduta degli Angeli (trittico, 1912: Roma, gnam), e La creazione della luce (1913: ivi). Una feconda e significativa attività di teorico e trattatista si affianca, e per certi aspetti supera, quella della pratica artistica. Tra le sue opere: Memorie sulla tecnica dei dipinti (1896), La tecnica della pittura (1905), Principî scientifici del divisionismo (1906) e Della pittura, tecnica e arte (1913). Nel 1917 gli eventi tragici legati alla perdita della moglie e del figlio interrompono bruscamente la sua attività creativa e la mostra a lui dedicata nel 1919 a Milano appare già come una celebrazione postuma.